CARMEN MINUTOLI – Giornalista – Sito Ufficiale

novembre 27, 2011

I PROMESSI SPOSI – Opera Moderna – di Michele Guardì -

Il Musical a Roma

I PROMESSI SPOSI – Opera Moderna – di Michele Guardì -

servizio a cura di Carmen Minutoli
IL TEATRO….CHE FA LA DIFFERENZA….

A vedere in scena a Roma I Promessi Sposi  nel musical omonimo ispirato al capolavoro di Alessandro Manzoni ,l’Opera Moderna del regista Michele Guardì, sono stati in tanti..Il Granteatro  ha fatto il pieno in tutte le serate con un pubblico applaudente e ammaliato dalla bravura degli artisti, dalla scenografia, dalle musiche e dall’incalzante vicenda storico-amorosa che ha dato tanta notorietà al Manzoni e che sembra destinata ad un imperitura gloria. Lodevole l’abilità del regista nella composizione dei testi per la rappresentazione teatrale, resi avvincenti al punto giusto e “translati” in maniera tale da confermare la sorprendente attualità del capolavoro manzoniano.

A conferma proprio l’Ouverture “oggi come ieri” con in palcoscenico l’intera Compagnia: attori, sarte, truccatori, elettricisti, specchi da camerino, manichini, abiti storici, un pianoforte…. e soprattutto incisivi alcuni versi che tutti in coro cantano e che per dovere (e piacere) di cronaca sintetizzo qui, estrapolandole da alcune strofe:

“…Il tempo passa, la vita si ripete corsi e ricorsi, tornano le storie.. fatti e misfatti, oggi come ieri ; storie, sogni sentimenti..poveracci, prepotenti..ed i vigliacchi in cerca di un padrone;e chi distrugge ordina e protegge, ….su ogni cosa, su ogni legge; oggi sempre come ieri, vita nuova, vecchia, uguale, il piacere , la passione la ragione, la morale… quella forza senza tempo… ah l’amore, si l’amore….sconosciuta ai prepotenti, la superbia, l’arroganza ,che non ha nessun dovere.. non conosce la vergogna la violenza del potere…”m.g.

Ascoltando queste parole non si può non pensare alla realtà di oggi, comunque senza tempo. Quanti sono i soprusi che deve patire la gente in ogni ambito e in ogni dove, oggi come in passato…prepotenze, violenze, emerginazione, discriminazioni, diseguaglianze e arroganze… Diversi ma pur sempre tali. E se nel 1630 tali comportamenti potevano avere (inammissibile) una qualche “giustificazione”collegata al periodo storico in cui i Promessi Sposi sono stati ambientati, ovvero la dominazione spagnola in Italia, la peste di Milano, le differenze socio-culturali ed economiche nei vari “staterelli” che facevano dell’Italia un Paese in balia degli stranieri, senza un’Unità di Popolo e priva di una propria Identità Nazionale, oggi, terzo millennio (quasi 4 secoli di distanza dall’epopoea manzoniana), a 150 anni dal Risorgimento (e nell’anno dell’Unità d’Italia) questi comportamenti non hanno una giustificazione plausibile…anzi  “non hanno proprio da esistere“!

Ed invece esistono eccome. Ed allora la riflessione, mista al piacere di godere di uno spettacolo coinvolgente, è quasi naturale.

Ed è ciò che molti degli spettatori intervistati all’uscita dello spettacolo hanno esternato; quasi tutti concordi nel vedere l’attualità di certe “azioni”, di atteggiamenti e modus operandi di alcuni “attuali potenti” su altri; la non desueta convinzione (per molti ma fortunatamente non per tutti) che ricchezza, potere, fama, sono gli unici principi sui quali fondare la propria esistenza.

Lo spettacolo è stato esaudiente in tutto e per tutto. Ha raccontato in musica una delle tante storie d’Italia note alla memoria collettiva ed attualizzata in modo egregio in questa grande Opera Moderna.

Scena dopo scena, i vari artisti hanno snocciolato amori, passioni, amarezze, rancori, delusioni, fede, speranze, gioie in un susseguirsi di luci, atmosfere, giochi di ombre, multimedialità, balli rock e musica emozionante. L’intera Compagnia si è ritrovata sul palco per concluderlo con altri versi altrettanto coinvolgenti ed “illuminanti”:

“Padre che sei lassù scendi tra di noi..scendi a consolare questi figli tuoi..venga il Tuo Regno la Tua Volontà..ci liberi dal male..Io Ti prego Padre…Padre…Padre!”

Gli applausi incessanti e a parer mio, meritatissimi.

Questa sera il gran finale del tour romano, ma come ha affermato lo stesso Guardì, visto il grande successo da domani porte spalancate per accogliere nuovi applausi e tanto entusiasmo e divertimento ovunque….

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minutoli.wordpress.com/

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APPLAUSI a I PROMESSI SPOSI_OPERA MODERNA

 INTERVISTA a Michele Guardì – CM

***

DETTAGLI sul MUSICAL:
Regìa di Michele Guardì
Musiche di Pippo Flora

Cast:


Renzo GRAZIANO GALATONE
Lucia NOEMI SMORRA
Agnese PAOLA LAVINI
Perpetua BRUNELLA PLATANIA Fra Cristoforo – Il Cardinale Borromeo CHRISTIAN GRAVINA
L’avvocato Azzeccagarbugli – Il Conte Attilio CRISTIAN MIN
La madre di Cecilia CHIARA LUPPI
L’innominato VITTORIO MATTEUCCI
Egidio ENRICO D’AMORE
Don Ferrante – Maestro d’armi RENZO MUSUMECI GRECO
con la partecipazione straordinaria di LOLA PONCE La Monaca di Monza
GIÒ DI TONNO Don Rodrigo
e con Vincenzo Caldarola – Maurizio Di Maio – Lorenzo Praticò – Maurizio Semeraro
IL CORPO DI BALLO de “I Promessi Sposi – Opera Moderna”.

giugno 2, 2011

Festa della Repubblica nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Roma: la Festa della Repubblica nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

©Servizio a cura di Carmen Minutoli

 “Nell’anno in cui celebriamo il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, il 2 giugno ci offre un’opportunità del tutto speciale per soffermarci a riflettere sulla storia del nostro Paese e sui grandi eventi che l’hanno segnata: dalle guerre risorgimentali ai due conflitti mondiali, tra i quali si collocarono gli anni bui della dittatura e del bellicismo fascista; e poi, finalmente, la Liberazione, la Repubblica e la Costituzione e, con esse, una nuova alba e la rinascita della Patria, illuminata dalla riconquistata libertà e dalla ricostruzione della democrazia”. Giorgio Napolitano

Le celebrazioni per la festa della Repubblica 2011 sono iniziati alle ore 10 con gli onori in Piazza Venezia  da parte del Presidente Giorgio Napolitano; l’omaggio al Milite Ignoto sull’Altare della Patria  è stato accolto da diverse centinaia di persone  che lo hanno a più riprese applaudito unitamente alle cariche istituzionali presenti a riceverlo (presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi). La banda dell’Esercito ha intonato l’Inno nazionale e dopo la rassegna al battaglione interforze  il Presidente, insieme al ministro della Difesa, Ignazio La Russa hanno lasciato questa prima tappa per raggiungere via dei Fori Imperiali. Giorgio Napolitano a bordo della “Flaminia”  alias l’auto presidenziale  scoperta, scortato dai corazzieri a cavallo, ha raggiunto la location predisposta per la parata; ha preso posto sul palco presidenziale, dove quest’anno sono  stati presenti, oltre alle massime autorità dello Stato, anche  personalità provenienti da tutto il mondo,  40 capi di Stato e più di 80 delegazioni straniere. L’occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ha fatto da filo conduttore anche in questa giornata di festa della Repubblica  e non a caso la sfilata è stata aperta da cinque bandiere italiane che rappresentano l’evoluzione del vessillo attraverso un cammino di 214 anni e dall’attuale Tricolore. Dopo gli emblemi delle città di Torino, Firenze e Roma, (capitali d’Italia tra passato e presente),  è toccato alla banda dell’Arma dei Carabinieri aprire la parata militare. La sfilata lungo via dei Fori Imperiali  ha mostrato al mondo l’imponenza ed eleganza del nostro paese con le esibizioni di  oltre cinquemila  militari, 470 civili, 161 bandiere e medaglieri, 216 tra cani e cavalli, 197 mezzi e 9 velivoli,  oltre al doppio volo delle Frecce Tricolori. Lungo tutto il percorso decine e decine di persone entusiaste e partecipi alcune anche particolarmente orgogliose per l’odierna giornata; fra i più anziani il sentimento celebrativo è apparso molto evidente, memori dei molti sacrifici e dei tempi passati prima che si arrivasse al voto che ha suggellato la nascita della Repubblica Italiana.  Interessati i giovanissimi (specie alle divise) ed in molti hanno confessato di voler fare il militare come professione; un bambino di soli 10 anni ha ambiziosamente affermato – divertendo i presenti – che lui da grande vuole fare “il Presidente dell’Italia come Napolitano, perché così tutti mi fanno il saluto” –  Il capo dello Stato si è compiaciuto “per il perfetto svolgimento della manifestazione” sottolineando di essere orgoglioso e soddisfatto. 

2 giugno 2011

FESTA della REPUBBLICA nel 150° dell'UNITA' d'ITALIA

Festa della Repubblica nel 150° dell'Unità d'Italia

Festa della Repubblica nel 150° dell'Unità d'Italia

novembre 12, 2011

Silvio Berlusconi si è dimesso

dall’art. delle elezioni politiche del 14 aprile 2008 : iL PDL di SILVIO BERLUSCONI VINCE LE ELEZIONI (IV GOVERNO BERLUSCONI)

“……..Caro Presidente , gli Italiani  applaudono all’onore della Vittoria ma le consegnano  contemporaneamente l’onere di “Rialzare l’Italia”  cosa che urge fare e come  Lei ha sempre sostenuto, durante la Sua campagna Elettorale, di voler e poter fare . 
Come dire…. adesso non ci sono scuse…”
 
Scrivere  questa frase a chiusura dell’articolo sull’Election Dayhttp://minutoli.wordpress.com/2008/04/14/election-day-2008-a-cura-di-carmen-minutoli/)  mi era sembrato doveroso e devo dire che in fondo ci speravo proprio, così come la maggior parte degli Italiani, che IL NOSTRO  BEL PAESE fosse RIALZATO (così come il Premier aveva sostenuto convincendo gli Italiani   a votarlo perché  era lui la persona giusta, l’unico a poter risollevare le sorti dell’Italia).
 
Oggi 12/11/2011 il Presidente del Consiglio ( ormai ex) si è recato al Quirinale e si è dimesso  come preannunciato nei scorsi giorni dopo che l’8/11/11 il voto sul Rendiconto è passato con 308 voti, non sufficienti  e lontani dai 316 necessari per avere la maggioranza assoluta. Berlusconi  aveva precisato di attendere il voto sul Rendiconto per decidere sul da farsi e così è stato, annunciando le dimissioni ma solo dopo la legge di stabilità.
La legge anticrisi è quindi stata approvata dal Senato l’11/11/11  ed oggi alle ore18 è passata alla Camera con 380 voti ( 26 no e 2 astenuti). Di conseguenza Silvio Berlusconi si è recato al Quirinale  (20.30 circa) e  ha firmato davanti al Presidente Giorgio Napolitano .
 
I media sono focalizzati su quest’evento e ciascuno a proprio modo  lo vive  “in diretta”, comprese le centinaia di persone che hanno affollato  le vie di Roma ( presso Palazzo Grazioli e il Quirinale)  reagendo  di conseguenza, anche qui ciascuno a proprio modo (chi applaude e chi fischia, chi lo elogia e chi lo condanna, che gli urla contro e chi lo rincuora)….
 
Ebbene,
Berlusconi lascia l’incarico di Presidente del Consiglio ( che passerà a Mario Monti e al suo “governo  tecnico” – provvisorio? – forse…… in attesa di andare al voto….) e con lui si chiude un’altra fase della politica di questa Repubblica così travagliata e sfiduciata.
 
Unica considerazione, anche questa obbligatoria:
 L’Italia (quasi fagocitata dalla  attuale bufera e crisi europea e mondiale)  ha sempre bisogno di essere  RIALZATA ( e oggi ancor più di ieri)!
 
Forse  non servono le scuse, ma  soprattutto non serve la caccia ai “traditori” e ai colpevoli a tutti i costi.
 
Oggi l’Italia ha  bisogno di un Governo che abbia solo a cuore il benessere dell ‘ITALIA e degli ITALIANI! 
 Carmen Minutoli
 
 

settembre 16, 2011

FESTA DEI POPOLI PADANI

Riflessione di Carmen Minutoli

Anche quest’anno sembra che la Festa dei Popoli Padani  avrà il suo momento di gloria  voluto con forza dai leghisti e dal suo leader Umberto Bossi. Sottolineo, anche in questo anno, anniversario dell’Unità d’Italia. Mi chiedo ed invito alla riflessione  gli Italiani tutti:  Che senso ha?  Non riesco a trovare una sola motivazione  che possa giusticare  una festa che  vuole essere di DIVISIONE  di un popolo, alias il Popolo Italiano, e far retrocedere la storia della nostra Nazione di oltre  150 anni che proprio in quest’anno stiamo festeggiando da nord a sud della penisola.  Non capisco l’onorevole Umberto Bossi e quanti ruotano intorno al suo movimento, al partito della Lega Nord, a tutto ciò che in questi decenni  i cosiddetti “padani” hanno impiantato e tirato su a suon di “noi ce l’abbiamo duro”, “Roma Ladrona”,  ” il tricolore lo metta nel cesso”, “La Lombardia è una nazione, l’Italia è solo uno stato”, “Tutti i milanesi sono stufi grazie al potere romano che ci ha imposto sistemi di vita che noi non vogliamo”, “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”, “Se non passa il federalismo il nord torna alla secessione ma quella dura, senza mezze misure, senza alcuna mediazione con lo Stato italiano”….. e così via….Non vedo, una sola buona ragione nel festeggiare da non italiani ( perchè ci si sente solo padani)  su territorio ITALIANO (fino a prova contraria le regioni della “Padania” sono su suolo d’Italia (e l’Italia è una, che dir si voglia è una e una sola)  e non è molto carino “sputare sul piatto dove si mangia”  se proprio dobbiamo dirla tutta, e da quanti tra l’altro occupano posti di rilievo  all’interno del Parlamento Italiano con cariche di ministri e sottosegretari di Ministeri sempre e solo Italiani. Ho letto che  le contromanifestazioni a questa festa sono tante, organizzate da gruppi sociali, da singoli cittadini, da quanti non condividono tale evento, così come è successo anche nelle manifestazioni degli anni precedenti; ecco quanto si trova in rete ormai da giorni:

VENEZIA 18 SETTEMBRE 2011 -PAGINA UFFICIALE_FACEBOOK : ” anche quest’anno, per iniziativa del Comitato Bandiera Italiana 17 Marzo, esporranno la BANDIERA ITALIANA, non solo a Venezia, MA IN TUTTA ITALIA, per protestare pacificamente contro la festa dei popoli padani e affermare una volta ancora che LA PADANIA NON ESISTE!!!
” A TESTIMONIANZA DI COME I VENEZIANI HANNO DISSENTITO IN MODO PACIFICO, ESPONENDO IL TRICOLORE ALLA FINESTRA IL 12 SETTEMBRE 2010, PRENDENDO SPUNTO DALLA ORMAI MITICA LUCIA MASSAROTTO, LA SIGNORA VENEZIANA CHE PER ANNI HA ESPOSTO IL TRICOLORE IN RIVA 7 MARTIRI DI FRONTE AL PALCO DI BOSSI ! A RICORDO DI QUEL GIORNO METTIAMO ANCORA LA BANDIERA FUORI DALLA FINESTRA !!!

Ebbene, se girovagando in internet i messaggi di protesta da parte di tanti italiani si stanno diffondendo sempre più, ciò non toglie che il disagio generale su questo tema permane  da anni e la questione sembra comunque non trovare adeguata soluzione. Infatti da anni tale evento viene tranquillamente riproposto e celebrato con tanto di rito dell’acqua del Po, con comizi e propaganda capillare su tutte le regioni del nord (a dispetto di ciò che ne pensano gli stessi cittadini indigeni).

A ben rifletterci non è una questione da poco o di scarsa rilevanza, anzi… ma sembra non susciti, negli animi di quanti hanno forse la possibilità di porre fine a simili disgregazioni del tessuto sociale e della storia del nostro paese, sufficiente ardore e determinazione.

Neppure in quest’anno che ricorda il Risorgimento d’Italia , quel Risorgimento che con sacrificio, aveva unito il popolo sotto l’unica bandiera, il Tricolore…oggi  purtroppo da alcuni (non molti ma comunque sufficienti) così irriverentemente calpestato e vilipeso.

Ed allora, che senso ha tutto ciò?

Carmen Minutoli

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