Parte ufficialmente l’apertura del nuovo anno accademico alla Sapienza. Ma in questi giorni, che precedono l’avvio ufficiale sta accadendo di tutto. Non si è mai vista una Minerva fasciata con striscioni che inneggiano all’ostruzionismo (nel luogo deputato all’apertura ed alla collaborazione). E ciò che accade sta muovendo le masse; e le reazioni hanno varcato i confini d’Italia per finire li, in ogni sito oltre lo Stato, dove si parla di questo paese e di tutte le “baruffe” degli ultimi mesi che lo classificano al primo posto per immagine negativa. Gli avvenimenti di questi giorni attinenti la visita di Papa Benedetto XVI, ufficialmente invitato dal Magnifico Rettore per giovedì 17 per l’inaugurazione del nuovo anno accademico lasciano sconcerto. La visita non c’è stata perchè a seguito delle proteste e reazioni di universitari di estrema sinistra e di circa 60 docenti della facoltà di Fisica aderenti alla protesta studentesca , il Papa ha deciso di rinunciare.
Gennaio 17, 2008
ALL’APERTURA DELL’ANNO ACCADEMICO 2008 LA SAPIENZA CHIUDE LE PORTE AL PAPA
Questi accadimenti devono far riflettere. Perché non è soltanto una delle tante azioni sporadiche di insofferenza ideologica mossa da atei e laici. E proprio il contesto dalla quale nasce questa “ rivolta” che lascia esterrefatti, ovvero l’ambito studentesco universitario di una delle più prestigiose Università Italiane ( quella che dicesi essere il fiore all’occhiello del patrimonio formativo e accademico italiano), e per giunta a Roma, sede del Vaticano. Anche se mossa solo da alcuni collettivi studenteschi e un gruppo di professori, fa intravedere un forte presa di posizione e di intolleranza contro tutto ciò che ruota intorno ai valori fondanti del cristianesimo/cattolicesimo e quindi dell’apparato della Chiesa. Un luogo, l’Università che è di per sé fucina di ideologie, tendenze, valori. Se oggi si è arrivati al punto di “sbattere le porte in faccia” al Santo Padre… cosa ci si dovrà aspettare per il futuro? Come, gli occidentali che inneggiano all’oscurantismo, possono far riflettere quanti , provenendo da altre realtà culturali e religiose vogliono integrarle in Italia? Il caso è davvero eclatante e tanti (cittadini , parlamentari, imprenditori, intellettuali, religiosi, giovani) dichiarano che non può essere minimizzato.
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