CARMEN MINUTOLI – Giornalista – Sito Ufficiale

JPII Beato

2005-2010

 Dal momento della Sua “nascita in cielo” e per un lustro, l’attesa e le tante preghiere affinche l’amato  pontefice, Karol Wojtyla  venisse presto elevato agli “onori degli Altari”.

 

poesia a JPII_cm  

 

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2011

 IL 1 MAGGIO 2011 GIOVANNI PAOLO II SARA’ PROCLAMATO SANTO : UN EVENTO COSI’ ATTESO DA MILIONI DI PERSONE CHE GIA’ NEL 2005 LO ACCLAMAVANO “SANTO SUBITO” .

Carmen Minutoli

Ecco alcuni articoli  che ne commentano la notizia:

RASSEGNA STAMPA

ARTICOLI DI GIACOMO GALEAZZI – LA STAMPA-

Wojtyla,beatificazione vicina:

GIACOMO GALEAZZI -12-01-2011 (LA STAMPA)
È virtualmente concluso il processo per la beatificazione di Giovanni Paolo II che fu avviato già nel 2005 grazie a una deroga concessa da Benedetto XVI al card. Camillo Ruini, allora vicario per la città di Roma e quindi attore della causa, relativamente ai cinque anni che si sarebbero dovuti attendere dalla morte. Da allora la procedura è stata seguita scrupolosamente ed è trascorso un anno dalla firma apposta dal Papa al decreto che dichiarava «venerabile» il suo predecessore essendovi certezza sulle sue «virtù eroiche». Dunque, manca solo la firma di Benedetto XVI e papa Wojtyla sarà beato. Nei prossimi giorni, forse già venerdì, il prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, cardinale Angelo Amato, porterà alla attenzione del Papa l’incartamento completo del processo di beatificazione di Karol Wojtyla. Toccherà poi a Benedetto XVI esaminarlo e decidere i tempi per la firma del decreto sul miracolo attribuito all’intercessione di Giovanni Paolo II. La scelta della data dovrà tenere conto anche di motivi tecnico-organizzativi legati all’accoglienza di una folla di persone che si annuncia numerosissima, visto l’affetto e la popolarità che ancora circondano il ricordo di Giovanni Paolo II. Intanto in Polonia è esploso l’entusiasmo di fedeli e cittadini, e la notizia della prossima conclusione della causa canonica impazza nei notiziari tv e siti. Il popolo del «santo subito», coloro che già al funerale di Giovanni Paolo II issavano striscioni inneggianti alla beatificazione, avrà dunque la sua soddisfazione. Il processo è stato rapido, vista la mole di documenti da esaminare e testi da ascoltare per un pontefice che ha regnato quasi 27 anni e ha segnato la storia non solo ecclesiale del Novecento. Ma è stato rigoroso nel metodo: la deroga voluta da Ratzinger riguardava i tempi, ma non la serietà delle procedure. Ultimo passo per chiudere l’incartamento è stato il riconoscimento da parte della commissione dei medici, ratificato poi anche dai cardinali e vescovi della Congregazione, della inspiegabilità a livello scientifico della guarigione della francese suor Marie Simon-Pierre dal Parkinson, per intercessione di Giovanni Paolo II. Si tratterà poi di indicare la data per la cerimonia di beatificazione, per la quale si ipotizzano o i primi giorni di aprile (vicino all’anniversario della morte, avvenuta il 2 aprile 2005), o la seconda settimana di ottobre (vicino all’anniversario dell’elezione al soglio pontificio, il 16 ottobre 1978). Qualora la proclamazione avvenisse in aprile, il Papa polacco potrebbe superare il record di madre Teresa di Calcutta, beatificata sei anni e quasi due mesi dopo la morte. Per la suora albanese infatti papa Wojtyla derogò alla regola canonica che richiede che siano trascorsi cinque anni dalla morte per aprire il processo di beatificazione; stessa deroga che Benedetto XVI ha applicato a Giovanni Paolo, annunciandolo solennemente davanti al clero romano, il 13 maggio 2005, a poco più di un mese dalla morte di Karol Wojtyla.

14/1/2011
Wojtyla beato il 1° maggio
 
          
Sarà Benedetto XVI a celebrare la beatificazione del suo predecessore
GIACOMO GALEAZZI
Sarà il Papa in persona a presiedere, il prossimo primo maggio, la beatificazione di Karol Wojtyla-Giovanni Paolo II,  annuncia il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. «La sua vita e il suo Pontificato sono stati percorsi dalla passione di far conoscere al mondo intero in cui egli è vissuto, il mondo della nostra drammatica storia al trapasso dei millenni, la consolante ed entusiasmante grandezza della misericordia di Dio: di questa il mondo ha bisogno. Perciò, giustamente, avremo la gioia di celebrare la Beatificazione solenne nel giorno in cui egli stesso ha voluto che tutta la Chiesa rivolga il suo sguardo e la sua preghiera a questa Divina Misericordia», evidenzia Lombardi.«Con l’approvazione da parte del Papa del decreto su un miracolo avvenuto per intercessione del Servo di Dio Giovanni Paolo II la Chiesa riconosce – spiega padre Lombardi – che Karol Wojtyla ha dato una testimonianza eminente ed esemplare di vita cristiana, è un amico e un intercessore che aiuta il popolo in cammino a rivolgersi a Dio e ad incontrarlo». «Per quanto straordinarie, non sono quindi tanto le opere di Giovanni Paolo II ad attirare oggi la nostra attenzione, quanto – sottolinea il religioso – la loro sorgente spirituale, la sua fede, la sua speranza, la sua carità». Infatti, «le opere sono da ammirare proprio perché sono espressione della profondità e dell’autenticità del suo rapporto con Dio, del suo amore per Cristo e per tutte le persone umane, a cominciare dai poveri e i deboli; del suo tenero rapporto filiale con la Madre di Gesù».Papa Wojtyla, aggiunge padre Lombardi, «lo ricordiamo quindi nel suo profondo e prolungato raccoglimento in preghiera; nel suo desiderio di celebrare e annunciare Gesù redentore e salvatore dell’uomo, di farlo conoscere e amare dai giovani e da tutto il mondo; nel suo intrattenersi con affetto sui malati e i sofferenti, nel visitare i popoli più bisognosi di cibo e di giustizia; infine, nella sua paziente e verissima esperienza di personale sofferenza, di malattia vissuta nella fede, davanti a Dio e davanti a tutti noi».La beatificazione di Karol Wojtyla-Giovanni Paolo II avverrà dopo sei anni dalla morte, il 2 aprile del 2005. Benedetto XVI infatti ha derogato alle norme canoniche che prevedono si aspettino cinque anni dalla morte per aprire il processo canonico per la beatificazione.Il 13 maggio 2005, a poche settimane dalla sua elezione, invece, papa Ratzinger, nella cattedrale di San Giovanni, davanti al clero romano, annunciò in latino la propria decisione di consentire l’apertura immediata della causa canonica per Giovanni Paolo II. Era stato proprio il papa polacco a derogare per la prima volta a questa norma, consentendo l’immediato avvio del processo canonico per madre Teresa di Calcutta, morta nel 1997 e beatificata nel 2003.La conclusione nel 2011 del processo di beatificazione per Wojtyla indica che si è lavorato molto, esaminando una mole immensa di documenti e ascoltando tantissimi testimoni, per analizzare un pontificato di quasi 27 anni e l’intera vita di un personaggio che ha segnato la storia ecclesiale e non solo del Novecento.  L’annuncio della beatificazione di papa Wojtyla è stato dato con la promulgazione del decreto che attribuisce un miracolo all’intercessione di Giovanni Paolo II. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha quindi annunciato che il rito di beatificazione avverrà il primo maggio, II domenica di Pasqua, della Divina misericordia, e sarà presieduto dal Papa.  
14/1/2011
“Beato record,senza sconti”
GIACOMO GALEAZZI
Quella di Giovanni Paolo II è stata una causa di canonizzazione che ha seguito tempi “estremamenti rapidi”, praticamente record ma alla quale non sono stati fatti “né sconti, né facilitazioni”, ha precisato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, nel corso del briefing seguito all’annuncio della data della cerimonia di beatificazione di Wojtyla che avverrà il Primo maggio prossimo. Padre Lombardi ha spiegato come la causa sia potuta procedere speditamente grazie a due “facilitazioni”. La prima, ha ricordato, è stata la dispensa dai cinque anni di attesa per l’inizio dell’iter e la seconda è stata l’attribuzione al processo di una “corsia preferenziale” che ha consentito all’iter di “non essere messo insieme a tutti gli altri ma di essere trattato con più rapidita”. “Si insiste però – ha comunque sottolineato Lombardi – che tutti i passi richiesti dalla legislazione sono stati compiuti senza sconti. Anzi – ha aggiunto – la causa è stata seguita con attenzione e nel dettaglio”. Padre Lombardi ha poi chiarito che non è stata ancora fissata la “memoria liturgica”, cioé il giorno in cui il santo verrà ricordato nel calendario. Come è tradizione, sarà il Papa in persona a comunicarlo nel corso del rito di beatificazione
14/1/2011
Vian:”Wojtyla come Madre Teresa”
Giovanni Paolo II “esemplare anche per i non cattolici”,evidenzia il direttore dell’Osservatore Romano
GIACOMO GALEAZZI
Giovanni Paolo II e madre Teresa di Calcutta, due figure «che sono esemplari per i cattolici ma che parlano anche ai non cristiani». E due persone che Benedetto XVI ha sentito «molto vicine». Questo, per il direttore dell’Osservatore romano Giovanni Maria Vian, un elemento che spiega la volontà di papa Ratzinger di proclamare rapidamente beato Giovanni Paolo II, come questi fece con madre Teresa di Calcutta. «Sulla vicinanza tra Benedetto XVI e Giovanni Paolo II -afferma il professor Vian – non è necessario dilungarsi troppo, visto che per 23 anni il primo è stato stretto collaboratore del secondo, in comunione di intenti nella diversità delle personalità e dei temperamenti». L’umile suora albanese che si è spesa per i più reietti della terra viene spesso additata pubblicamente dal Papa come esempio di carità e di spiritualità, ed è citata anche nella prima enciclica di Benedetto XVI, la «Deus caritas est» del 2006.
14/1/2011
Polonia in festa per Wojtyla
GIACOMO GALEAZZI
Gioia collettiva in Polonia dopo l’annuncio della beatificazione del Papa Wojtyla a maggio. Chiesa e fedeli sono uniti in queste ore in preghiera e a festeggiare. In varie dichiarazioni i vescovi polacchi invitano la popolazione a prepararsi sin d’ora alla cerimonia del primo maggio a Roma insieme con le personalità della vita pubblica. «Oggi si esaudisce il desiderio di milioni di uomini espresso già durante il funerale di Giovanni Paolo II col grido Santo Subito», ha detto il Primate di Polonia, arcivescovo Jozef Kowalczyk. Secondo l’ex nunzio apostolico, «la santità non si riesce a nascondere» e lo sanno tutti i coloro che, come lui stesso, hanno avuto la grazia di incontrare Wojtyla di persona ed essere testimoni della sua vita e opera. Un particolare ringraziamento a Papa Benedetto XVI è stato ribadito oggi dall’ex segretario personale di Wojtyla, cardinale Stanislaw Dziwisz, che si è detto felice per la scelta del primo maggio. Dziwisz ha ricordato che questa data coincide quest’anno con la Domenica della Misericordia divina, voluta dalla santa suora Faustina e introdotta dal Pontefice polacco. «Il primo maggio a Cracovia suonerà l’antica campana di Sigismondo», ha assicurato Dziwisz riferendosi all’antica tradizione che vuole che la storica campana suoni solo nei momenti più solenni del popolo polacco. Per l’arcivescovo di Varsavia card., Kazimierz Nycz, i polacchi devono preparasi alla beatificazione non solo con la preghiera ma anche approfondendo l’insegnamento di Wojtyla. «Le encicliche di Giovanni Paolo II sono sempre attuali», ha detto Nycz. Di «doppia felicità» ha parlato anche l’ex leader storico di Solidarnosc Lech Walesa, secondo il quale Wojtyla, «da uomo santo in vita, finalmente è santo anche ufficialmente». Per Ewa Filipiak, sindaco di Wadowice, la città natale di Wojtyla, «il primo maggio diventarà per sempre una data storica». Il sindaco ha annunciato che una folta delegazione da Wadowice sarà presente quel giorno in Piazza di San Pietro a Roma. Gratitudine per la decisione di Benedetto XVI è stata espressa anche dai monaci custodi del Santuario della Madonna Nera di Czestochowa, più volte visitato da Giovanni Paolo II, e dove Wojtyla lasciò come ex voto la fascia bianca che indossava il giorno dell’attentato in piazza San Pietro, con il foro del proiettile e le macchie di sangue. I monaci hanno invitato i fedeli a unirsi a loro stasera durante la tradizionale preghiera di Appello di Jasna Gora (trasmessa ogni giorno da Radio Maryja e dalla tv ed essa legata) dalla cappella della Madonna Nera. In serata i giovani di tutta la Polonia si sono dati appuntamento festeggiare con cortei, marce e raduni. A Cracovia i giovani si riuniranno come durante le visite di Papa Wojtyla sotto il Palazzo arcivescovile del centro storico, la sua ex sede, per ascoltare le parole del attuale residente, il cardinale Dziwisz.
 14/1/2011
Stanislao:”Wojtyla patrono del millennio”
“Giovanni Paolo II è stato davvero un pontefice di grande santità, di profonda preghiera, di amore appassionato a Dio e all’uomo”, afferma il suo ex segretario Dziwisz, attuale cardinale di Cracovia
GIACOMO GALEAZZI
“Giovanni Paolo II è stato davvero un pontefice di grande santità, di profonda preghiera, di amore appassionato a Dio e all’uomo”,ha dichiarato in un’ intervista a TG2000 il Cardinale Stanislao Dziwisz, già segretario particolare di Papa Wojtyla. «La gioia per la sua beatificazione – ha sottolineato Dziwisz – è paragonabile a quella per la sua elezione al pontificato che il 16 ottobre del 1978 suscitò in tutta la Chiesa una grande speranza. Così accade di nuovo ora: i fedeli sanno di avere un patrono di questo millennio ». «Ricordo sempre quello che diceva ai giovani: non abbiate paura di diventare santi – ha aggiunto il porporato, ricordando le parole del pontefice alla Gmg del 2000, a Tor Vergata. »Voi siete le sentinelle del mattino, cioè il futuro dell’umanità, la speranza e la via della Chiesa e della società«. »Siamo immensamente grati a Benedetto XVI per la sua decisione – ha concluso – come anche per la scelta della data della beatificazione, 1° maggio, domenica della Divina Misericordia«.

Papaboys in cammino verso la beatificazione

15/1/2011

GIACOMO GALEAZZI

la beatificazione di Giovanni Paolo II produrrà una mobilitazione di fedeli alla quale le autorità italiane dovranno garantire una risposta organizzativa da grande evento: a maggior ragione, visto che coinciderà con le manifestazioni del Primo maggio e con il tradizionale concerto. La Protezione Civile allestirà «punti di smistamento» dai quali i pellegrini scesi dai bus verranno incanalati verso piazza San Pietro. Ma accanto al piano di accoglienza che verrà predisposto dal governo, si attrezza anche la ricezione offerta dal «no profit» cattolico. I volontari dell’«associazione nazionale Papaboys» si sono resi disponibili nei confronti di tutti coloro che che vogliono raggiungere Roma attraverso le «Papaboys Agency», servizio predisposto per accogliere i gruppi di tutta Italia e del mondo che avranno bisogno di biglietti, posti per dormire, sostegno per il soggiorno, informazioni per il pellegrinaggio. Tra la Pietà di Michelangelo e la cappella del Santissimo sacramento, alla destra della navata centrale sorgerà infatti, all’interno della Cappella di San Sebastiano, la tomba dedicata al beato Wojtyla (la cui bara sarà presto traslata dalle Grotte vaticane dove si trova attualmente) destinata a divenire oggetto di un pellegrinaggio che si preannuncia di vastissime proporzioni. Approvando un progetto all’insegna della sobrietà, Benedetto XVI ha deciso che il monumento funebre del prossimo beato sarà semplice ed essenziale: sulla tomba solo una lapide di marmo con la scritta, «Beatus Ioannes Paulus II».I lavori di ristrutturazione dell’area sono già partiti perchè tutto sia pronto in tempo. Resta da spostare la tomba del beato Innocenzo XI, attualmente ospitata nella cappella che sarà di Wojtyla e che troverà nuova collocazione presso l’altare della Trasfigurazione, nella navata opposta. La mole dei fedeli che verrà a raccogliersi in preghiera davanti alla lapide di Giovanni Paolo II ha spinto le il cardinale vicario Comastri a scegliere la cappella alla destra della Pietà michelangiolesca come il luogo più adatto: si trova vicino all’uscita (il mosaico della cappella sarà restaurato «quanto prima»). Sono attesi oltre due milioni di pellegrini. Sarà Benedetto XVI a presiedere la cerimonia di beatificazione del suo predecessore la domenica della Divina Misericordia. Per tutta la notte fino alle 8,30 del 1˚ maggio entreranno a San Pietro i devoti in possesso dei biglietti consegnati dalla postulazione della causa. Chiusi i cancelli della piazza, gli altri fedeli vedranno la cerimonia lungo via della Conciliazione fino a Castel Sant’Angelo attraverso le decine di maxischermi che verranno allestiti. Alle 9 si presenteranno davanti a Benedetto XVI il postulatore Oder e il ministro vaticano dei Santi,Amato per una breve relazione, poi seguirà la dichiarazione con cui il Pontefice iscriverà il nome di Wojtyla tra i beati e in quel momento si abbasserà il velo sull’immagine di Giovanni Paolo II issata al centro della facciata di San Pietro. A quel punto verrà celebrata la messa con le letture e i testi che saranno utilizzati ogni anno per la festa del beato. E’ probabile un giro in macchina del Papa tra i pellegrini e infine l’Angelus dedicato a Wojtyla. Mentre in piazza San Pietro Joseph Ratzinger porterà agli onori degli altari davanti a una folla che si annuncia oceanica, il corpo del Papa polacco riposerà in una tomba solenne all’interno della basilica pronto ad accogliere l’omaggio di massa del popolo del «Santo subito».

15/1/2011
“Mai accaduto in 10 secoli”
“Benedetto XVI è il primo papa ad innalzare agli onori degli altari il suo immediato predecessore”, evidenzia l’Osservatore Romano
GIACOMO GALEAZZI
«Un evento storico che non ha di fatto precedenti», visto che «negli ultimi dieci secoli nessun Papa ha innalzato agli onori degli altari il suo immediato predecessore». E il riconoscimento di Karol Wojtyla come «appassionato testimone di Cristo dalla gioventù fino all’ultimo respiro», cosa di cui si sono resi conto «moltissimi, anche non cattolici e non cristiani, durante la sua vita esemplare». Così l’Osservatore romano, nell’editoriale di prima pagina intitolato «Una vita esemplare» e siglato dal direttore, e storico, Giovanni Maria Vian, spiega la beatificazione di papa Wojtyla, il prossimo
primo maggio. Per l’esemplarità della vita del predecessore, rileva l’editoriale, Benedetto XVI, «ha dispensato dai termini prescritti per l’inizio della causa, per questo ha deciso di presiedere la beatificazione: per presentare la mondo il modello della santità personale di Giovanni Paolo II».   «Bisogna risalire al cuore del medioevo – si legge nell’editoriale – per ritrovare esempi analoghi, ma in contesti non paragonabili alla decisione di Benedetto XVI: negli ultimi dieci secoli nessun Papa ha innalzato agli onori degli altari il suo immediato predecessore. Pietro del Morrone (che era stato
Celestino v) fu canonizzato nel 1313 – meno di un ventennio dopo la morte – dal suo terzo successore, e oltre due secoli prima era stata subito riconosciuta la santità di Leone IX e di
Gregorio VII, scomparsi nel 1054 e nel 1085».
 
 
 
15/1/2011
Testamento del Beato Wojtyla

 

GIACOMO GALEAZZI
Con il titolo «Una vita affidata alla misericordia di Dio» l’Osservatore Romano pubblica in una traduzione italiana dal polacco ampi passi del testamento scritto da Giovanni Paolo II il 3 marzo 1979 e poi integrato con successive aggiunte. «Totus Tuus ego sum. Nel Nome della Santissima Trinità. Amen.”Vegliate, perchè non sapete in quale giorno il Signore vostro
verrà« (cfr. Mt 24, 42) – Queste parole mi ricordano l’ultima chiamata, che avverrà nel momento in cui il Signore vorrà. Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che fa parte della mia vita terrena mi prepari a questo momento. Non so quando esso verrà, ma come tutto, anche questo momento depongo nelle mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus. Nelle stesse mani materne lascio tutto e Tutti coloro con i quali mi ha collegato la mia vita e la mia vocazione. In queste Mani lascio soprattutto la Chiesa, e anche la mia Nazione e tutta l’umanità. Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono. Chiedo anche la preghiera, affinchè la Misericordia di Dio si mostri più grande della mia debolezza e indegnità». (6 marzo 1979).
«Esprimo la più profonda fiducia che, malgrado tutta la mia debolezza, il Signore mi concederà ogni grazia necessaria per affrontare secondo la Sua volontà qualsiasi compito, prova e sofferenza che vorrà richiedere dal Suo servo, nel corso della vita.Ho anche fiducia che non permetterà mai che, mediante qualche mio atteggiamento: parole, opere o omissioni, possa tradire i miei obblighi in questa santa Sede Petrina». (24 febbraio – 1 marzo 1980). «Anche durante questi esercizi spirituali -si legge nel testamento di Wojtyla pubblicato oggi dall’Osservatore Romano- ho riflettuto sulla verità del Sacerdozio di Cristo nella
prospettiva di quel Transito che per ognuno di noi è il momento della propria morte. Del congedo da questo mondo – per nascere all’altro, al mondo futuro, segno eloquente (aggiunto sopra: decisivo) è per noi la Risurrezione di Cristo».
«Ho letto dunque la redazione del mio testamento dell’ultimo
anno, fatta anch’essa durante gli esercizi spirituali – l’ho paragonata con il testamento del mio grande Predecessore e Padre Paolo VI, con quella sublime testimonianza sulla morte di un cristiano e di un papa – e ho rinnovato in me la coscienza delle questioni, alle quali si riferisce la redazione del 6.III.1979 preparata da me (in modo piuttosto provvisorio)». «Oggi desidero aggiungere ad essa solo questo, che ognuno deve tener presente la prospettiva della morte. E deve esser pronto a presentarsi davanti al Signore e al Giudice – e contemporaneamente Redentore e Padre. Allora anche io prendo in considerazione questo continuamente, affidando quel momento decisivo
alla Madre di Cristo e della Chiesa – alla Madre della mia speranza».
«I tempi, nei quali viviamo, sono indicibilmente difficili e inquieti. Difficile e tesa è diventata anche la via della Chiesa, prova caratteristica di questi tempi – tanto per i Fedeli, quanto per i Pastori. In alcuni Paesi (come p.e. in quello di cui ho letto durante gli esercizi spirituali), la Chiesa si trova in un periodo di persecuzione tale, da non essere inferiore a quelle dei primi secoli, anzi li supera per il grado della spietatezza e dell’odio. Sanguis martyrum – semen christianorum. E oltre questo – tante persone scompaiono innocentemente, anche in questo Paese in cui viviamo…». «Desidero ancora una volta totalmente affidarmi alla grazia del Signore. Egli stesso – continua il testamento di Wojtyla pubblicato dall’Osservatore Romano- deciderà quando e come devo finire la mia vita terrena e il ministero pastorale. Nella vita e nella morte Totus Tuus mediante l’Immacolata. Accettando già ora questa morte, spero che il Cristo mi dia la grazia per l’ultimo passaggio, cioè la [mia] Pasqua. Spero anche che la renda utile anche per questa più importante causa alla quale cerco di servire: la salvezza degli uomini, la salvaguardia della famiglia umana, e in essa di tutte le nazioni e dei popoli (tra essi mi rivolgo anche in modo particolare alla mia Patria terrena), utile per le persone che in modo particolare mi ha affidato, per la questione della Chiesa, per la gloria dello stesso Dio».«Nel giorno del 13 maggio 1981, il giorno dell’attentato al Papa durante l’udienza generale in Piazza San Pietro -ricordava Giovanni Paolo II nel testamento- la Divina Provvidenza mi ha salvato in modo miracoloso dalla morte. Colui che è unico Signore della vita e della morte Lui stesso mi ha prolungato questa vita, in un certo modo me l’ha donata di nuovo. Da questo momento essa ancora di più appartiene
a Lui».
«Spero -si legge nel testamento- che Egli mi aiuterà a riconoscere fino a quando devo continuare questo servizio, al quale mi ha chiamato nel giorno 16 ottobre 1978. Gli chiedo di volermi
richiamare quando Egli stesso vorrà. »Nella vita e nella morte apparteniamo al Signore… siamo del Signore« (cfr. Rm 14, 8). Spero anche che fino a quando mi sarà donato di compiere il servizio
Petrino nella Chiesa, la Misericordia di Dio voglia prestarmi le forze necessarie per questo servizio».
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