CARMEN MINUTOLI – Giornalista – Sito Ufficiale

luglio 13, 2015

Alta Roma-Palazzo delle Esposizioni- sfilata autunno-inverno

Fra le interessanti proposte delle sfilate per l’autunno/inverno, innovativa e allo stesso tempo classica e multiculturale è apparsa la sfilata della stilista Persechino. Si nota un  forte  legame di Sabrina Persechino tra architettura e moda; propone, come leit motiv della collezione, insolite decorazioni arabegianti alla maniera del Muqarnas, attraverso intrecci di velluti in seta e fili di metallo, anima di tessuti da arredamento. Sulla passerella sfilano abiti realizzati con orditi di design di interni lavorati e realizzati ad hoc per dare vita ad outfit da giorno, cocktail e da grande soirée.
Prosegue anche il tema multiculturale,  in una collezione carismatica e portatrice di un forte messaggio di armonia ed equilibrio tra etnie diverse.
La scelta della stilista sulla Cappella Palatina di Palermo, è evidente; questo importante sito ci parla di Ruggiero II che  fece riversare le migliori espressioni culturali delle tre principali etnie allora prospicienti nei suoi domini siciliani: arte e architettura europea, siciliana e islamica.
1_Persechino_Talare_Muqarnas La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate nella parte superiore da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia. Il mosaico con superficie più o meno disomogenea e sfaccettata è pensato per essere osservato alla luce tremolante delle candele. Così, le magnificenti arcate ogivali suggeriscono le austere forme degli abiti e delle cappe-mantello nei colori zaffiro, mentre l’innesto in pianta della cupola, eretta sopra le tre absidi del santuario, suggerisce gli ampi abiti in rosso. E l’effetto disomogeneo e sfaccettato delle decorazioni viene ricreato nella nuove proposte colori  che spaziano dal bianco argento della madreperla, al blu zaffiro passando attraverso il rosso e l’immancabile oro bizantino. 2_S.Persechino_MAntella_zaffiro

COLORI

Bianco: simboleggia la divinità. E’ il colore delle vesti dei discepoli durante le cerimonie sacre. Per la sua assenza di colorazione, appare vicino alla luce stessa. Simboleggiare luce, gloria e potenza divina. E questa collezione  arricchisce di luce il bianco, diventa argenteo e lunare e ne carica il significato con le forme degli abiti che riprendono la casula che proprio nei secoli XIII e XIV assume una forma più ridotta che non copriva più alcuna parte delle braccia. Così gli abiti sono coperti di un paramento, quasi sacrale, lineare, luminoso, elegante.
Blu: simboleggia la trascendenza per tutto ciò che è terrestre e sensibile. E’ un colore molto incisivo, usato spesso per rivestire l’intradosso degli archi e per contornare figurazioni. E così le mantelle arcate e strutturate definiscono e inquadrano la figura umana di zaffiro e argento brunito, con decori arabegianti tessuti dai fili metallici.
Rosso: simboleggia le parole “incandescenza” e “attività”; il rosso è il colore in assoluto più attivo, il colore che si impone e che si manifesta in questa collezione con le ampie forme delle tre absidi che si intersecano.
Oro: Prestigio, illuminazione, saggezza.  Le forme pure e rigorose degli abiti in oro manifestano la solennità  ed eleganza estreme. Le baschine marcano la vita e avvolgono il collo riproponendo l’effetto delle corone regali. CaMi

per approfondimenti:
Il Muqarna_ è un espediente decorativo proprio dell’architettura orientale, originato dalla suddivisione della superficie delle nicchie angolari raccordanti il piano d’imposta circolare della cupola con il quadrato o il poligono di base, in numerose nicchie più piccole.
Si diffuse in tutto il mondo islamico a iniziare dal XII secolo e venne usato, oltre che nelle cupole, in volte di ogni tipo, in nicchie di portali, come elemento di raccordo tra parete e cornice, e fu realizzato in pietra, mattoni, stucco, legno o ceramica.
Maupassant definisce la Cappella Palatina di Palermo «il più bel gioiello religioso sognato dal pensiero umano»,  proprio perché in essa si attua, tradotto in termini visivi, la fusione dei molteplici caratteri diversi di cui la Sicilia era formata: l’europeo, il siciliano, il bizantino, l’arabo.
La scelta dei colori è stata compiuta proprio tramite lo studio delle Èikóna, forte elemento di immagine e apparenza, oltre che di rappresentazione sacra. L’icona infatti trasmette un particolare messaggio teologico per mezzo del linguaggio iconico che è espresso dai colori utilizzati.
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note da Uff. Stampa M.T. (MI)

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aprile 10, 2012

LA LEGA NORD E “ROMA LADRONA” –

Italiano: Umberto Bossi

Italiano: Umberto Bossi (Photo credit: Wikipedia)

Da 20 anni raccontano la stessa storia; da 20 anni invocano l’onestà, la trasparenza, la lealtà e la legalità al grido di Roma Ladrona; da 20 anni “benedicono” l’acqua del Po considerandola  l’elisir di lunga vita dei padani d.o.c.

Bossi  da Bergamo dice che il PadreEterno  lo giudicherà non per ciò che ha fatto ma per quante volte  è stato capace di ripartire;

Maroni, dallo stesso palco invoca meritocrazia, federalismo, padani di razza pura;

Bossi dice che è stato sfortunato… ciò che è avvenuto è un tentativo per distruggere la lega

Tutto qui?

E’ surreale tutto ciò……. Quattro chiacchere alla buona, direi meglio di “bassa lega”  solo per provocare qualche applauso dai militanti che chissà come sono intervenuti alla chiamata di queste ore a Bergamo…

Flag used by Italian party Lega Nord to repres...

Flag used by Italian party Lega Nord to represent the Eastern Lombardy or Orobia (Province of Bergamo and Province of Brescia, approximately) (Photo credit: Wikipedia)

Maria Latella, giornalista presente a Ballarò, nel sentire le affermazioni di Bossi interviene:

<< sono di origine meridionale e sentendo questi discorsi non posso non pensare che Bossi  sembra più meridionale di quei meridionali   che ha sempre accusato: è un piagnone; dalle indagini sembra che in questi anni abbia fatto di tutto per sistemare parenti, amici e conoscenti proprio come il più retorico clientelismo degli anni che furono; dice che è sfortunato…..”ma de che?” – 20 anni al governo, hanno partecipato ad ogni genere di spartizione…e si reputano sfortunati? >>

Intanto all’estero  ennesima figuraccia… corruzione, frode ai danni dello stato, riciclaggio, finanziamenti illeciti  di partiti….

La satira sul web incalza e non vi è quotidiano cartaceo e on line che non titola  sul malaffare leghista.

E’ questo il “Bel Paese” ?  E gli Italiani, con la crisi che soffoca in tutti i sensi…cosa  pensano gli Italiani ?

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Carmen Minutoli

settembre 16, 2011

FESTA DEI POPOLI PADANI

Riflessione di Carmen Minutoli

Anche quest’anno sembra che la Festa dei Popoli Padani  avrà il suo momento di gloria  voluto con forza dai leghisti e dal suo leader Umberto Bossi. Sottolineo, anche in questo anno, anniversario dell’Unità d’Italia. Mi chiedo ed invito alla riflessione  gli Italiani tutti:  Che senso ha?  Non riesco a trovare una sola motivazione  che possa giusticare  una festa che  vuole essere di DIVISIONE  di un popolo, alias il Popolo Italiano, e far retrocedere la storia della nostra Nazione di oltre  150 anni che proprio in quest’anno stiamo festeggiando da nord a sud della penisola.  Non capisco l’onorevole Umberto Bossi e quanti ruotano intorno al suo movimento, al partito della Lega Nord, a tutto ciò che in questi decenni  i cosiddetti “padani” hanno impiantato e tirato su a suon di “noi ce l’abbiamo duro”, “Roma Ladrona”,  ” il tricolore lo metta nel cesso”, “La Lombardia è una nazione, l’Italia è solo uno stato”, “Tutti i milanesi sono stufi grazie al potere romano che ci ha imposto sistemi di vita che noi non vogliamo”, “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”, “Se non passa il federalismo il nord torna alla secessione ma quella dura, senza mezze misure, senza alcuna mediazione con lo Stato italiano”….. e così via….Non vedo, una sola buona ragione nel festeggiare da non italiani ( perchè ci si sente solo padani)  su territorio ITALIANO (fino a prova contraria le regioni della “Padania” sono su suolo d’Italia (e l’Italia è una, che dir si voglia è una e una sola)  e non è molto carino “sputare sul piatto dove si mangia”  se proprio dobbiamo dirla tutta, e da quanti tra l’altro occupano posti di rilievo  all’interno del Parlamento Italiano con cariche di ministri e sottosegretari di Ministeri sempre e solo Italiani. Ho letto che  le contromanifestazioni a questa festa sono tante, organizzate da gruppi sociali, da singoli cittadini, da quanti non condividono tale evento, così come è successo anche nelle manifestazioni degli anni precedenti; ecco quanto si trova in rete ormai da giorni:

VENEZIA 18 SETTEMBRE 2011 -PAGINA UFFICIALE_FACEBOOK : ” anche quest’anno, per iniziativa del Comitato Bandiera Italiana 17 Marzo, esporranno la BANDIERA ITALIANA, non solo a Venezia, MA IN TUTTA ITALIA, per protestare pacificamente contro la festa dei popoli padani e affermare una volta ancora che LA PADANIA NON ESISTE!!!
” A TESTIMONIANZA DI COME I VENEZIANI HANNO DISSENTITO IN MODO PACIFICO, ESPONENDO IL TRICOLORE ALLA FINESTRA IL 12 SETTEMBRE 2010, PRENDENDO SPUNTO DALLA ORMAI MITICA LUCIA MASSAROTTO, LA SIGNORA VENEZIANA CHE PER ANNI HA ESPOSTO IL TRICOLORE IN RIVA 7 MARTIRI DI FRONTE AL PALCO DI BOSSI ! A RICORDO DI QUEL GIORNO METTIAMO ANCORA LA BANDIERA FUORI DALLA FINESTRA !!!

Ebbene, se girovagando in internet i messaggi di protesta da parte di tanti italiani si stanno diffondendo sempre più, ciò non toglie che il disagio generale su questo tema permane  da anni e la questione sembra comunque non trovare adeguata soluzione. Infatti da anni tale evento viene tranquillamente riproposto e celebrato con tanto di rito dell’acqua del Po, con comizi e propaganda capillare su tutte le regioni del nord (a dispetto di ciò che ne pensano gli stessi cittadini indigeni).

A ben rifletterci non è una questione da poco o di scarsa rilevanza, anzi… ma sembra non susciti, negli animi di quanti hanno forse la possibilità di porre fine a simili disgregazioni del tessuto sociale e della storia del nostro paese, sufficiente ardore e determinazione.

Neppure in quest’anno che ricorda il Risorgimento d’Italia , quel Risorgimento che con sacrificio, aveva unito il popolo sotto l’unica bandiera, il Tricolore…oggi  purtroppo da alcuni (non molti ma comunque sufficienti) così scarsamente tenuto in considerazione.

Ed allora, che senso ha tutto ciò?

Carmen Minutoli

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