CARMEN MINUTOLI – Giornalista – Sito Ufficiale

maggio 21, 2013

Roma: La “DOLCE VITA” in una MOSTRA FOTOGRAFICA -fotoservizio di Carmen Minutoli-

La Loren, la Magnani, Modugno, Chaplin, Totò,   Vittorio De Sica (padre) e tantissimi altri volti noti che hanno costellato il periodo magico del Cinema e della TV  di alcuni decenni fa….

Fotoservizio_CM maggio2013

la dolce vita - mostra fotografica 2013

la dolce vita - mostra fotografica 2013 ft_cm

 

 

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aprile 27, 2013

L’ITALIA ha un “GOVERNO POLITICO”

ROMA –  27 APRILE 2013 –

DOPO  DUE MESI DALLE ELEZIONI POLITICHE, L’ITALIA HA UN GOVERNO

Enrico Letta ha letto al Quirinale i nomi della sua squadra dopo aver sciolto la riserva ed accettato di formare il nuovo governo.

I ministri appena nominati:

Al ministero dell’Interno ,Angelino Alfano, che è anche vicepremier.

All’economia Fabrizio Saccomanni, finora direttore generale di Bankitalia.

Agli Esteri, Emma Bonino.

Alla Difesa, Mario Mauro.

Alla Giustizia, Annamaria Cancellieri.

Agli affari europei, Enzo Moavero.

Agli Affari regionali, Graziano Delrio (Pd), attuale presidente dell’Anci.

Alle Infrastrutture, Maurizio Lupi.

Al Lavoro, Enrico Giovannini – presidente dell’Istat – .

Alla Coesione territoriale, Carlo Trigilia, sociologo e professore a Firenze.

Ai Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini.

Alle Pari opportunità, Iosefa Idem,  tedesca di nascita, italiana di adozione e campionessa olimpica, eletta nel PD.

Alla Semplificazione,  Giampiero D’Alia.

Allo Sviluppo Economico, Zanonato.

Alle PoliticheAagricole, Nunzia De Girolamo.

Al Ministero Università e Ricerca,  M.Carrozza

Alla Salute, Beatrice Lorenzin.

Agli Affari costituzionali, Gaetano Quagliariello .

Al Ministero dell’ambiente, Andrea Orlando.

Al Ministero dell’Integrazione, Cecile Kyenge

Ai Beni Culturali , Massimo Bray

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha specificato che si tratta di “GOVERNO POLITICO”  Il giuramento si farà nel Salone delle Feste, domani alle 11.30 al Quirinale.

In  questo Governo sono molte le donne, molti i cattolici e in generale  si nota un certo rinnovamento generazionale. Al via, in rete i commenti da forze politiche,  movimenti, e naturalmente dal popolo di internet…. a tal proposito leggete anche gli articoli di alcuni blogger, pubblicati e ribloggati….

Molti presumono che la durata di questo Governo sarà al massimo di un anno, altri pensano che sarà contestato in tante decisioni per cui forse durerà anche meno…. Al momento  l’Italia ha  un Governo, dopo due mesi di tira e molla, incertezze, confusione….L’auspicio è  che riesca quantomeno a risolvere le tante situazioni prioritarie per il bene del paese e degli Italiani.

Carmen Minutoli

marzo 25, 2013

LA “QUESTIONE MERIDIONALE” dal punto di vista di EGIDIA BRUNO con il suo “W L’ITALIA.IT… noi non sapevamo….”

W L’ITALIA.IT…NOI NON SAPEVAMO

w l'italia...non non sapevamo_egidiabrunoUn tour teatrale di tutto rispetto ad opera di Egidia Bruno che lo sta portando in scena in tutt’Italia dal 2011. Il 25 marzo 2013 la performance della Bruno  è approdata  al  “Teatro dell’Angelo”in  Roma” con questo spettacolo/monologo  sulla “questione meridionale” che  evidenzia quanto ancora irrisolta e sconosciuta ai più sia tale “questione”.  Un’orazione civile, un canto struggente e appassionato, uno spettacolo di “contro-informazione”, una “urgenza teatrale” di raccontare le origini di quella che Pasquale Villari, Gaetano Salvemini, Giustino Fortunato e altri chiamarono appunto  la “questione meridionale”. Le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia si sono concluse ormai da due anni ma  è palese che tale “questione meridionale” deve essere risolta.  Dai dati del 2010 dell’Unione delle Camere di Commercio risulta ancora oggi che il Meridione ha il 31% di infrastrutture in meno del Settentrione.   Dal monologo della Bruno si evince , come lei sottolinea, che  “sono in pochi a sapere che è a partire dall’Unità d’Italia che la distanza tra Nord e Sud cominciò ad allargarsi. “Noi non sapevamo” delle tante “ferite” inferte al Meridione in nome dell’Unità: delle stragi di civili, dei paesi rasi al suolo, delle industrie smantellate, di tutto l’oro prelevato e trasferito nel Nord Italia. “Noi non sapevamo” che il brigantaggio fu una vera e propria guerra di resistenza all’esercito “italiano”, e non, come i libri di storia per troppo tempo hanno insegnato, un fenomeno di avanzi di galera al soldo dei Borboni per permettere loro di tornare sul trono. Dietro le tante retoriche dell’arretratezza del Regno Borbonico, “noi non sapevamo” che, sotto quello stesso regno, accanto alle “lande desolate”, esisteva anche un Sud “produttivo”: in Calabria sorgeva uno dei più grandi impianti siderurgici d’Italia; la flotta navale borbonica era seconda solo a quella inglese; da Gallipoli, in Puglia, partivano, verso il mondo intero, navi cariche di olio d’oliva, richiestissimo per uso industriale; Napoli era una delle città più all’avanguardia d’Europa … “Noi non sapevamo” inoltre che la grande emigrazione dal Sud Italia iniziò a seguito dell’Unità e non prima. Tuttavia, alla luce di questa “storia” che “noi non sapevamo”, l’intento non è quello di alimentare revisionismi, né sentimenti di rivalsa, fin troppo presenti nel nostro tessuto politico-sociale. Anche perché se la questione nacque “meridionale” fu anche a causa di chi questo Meridione lo rappresentò: la classe dirigente, locale e in Parlamento. Quelli che prima erano “borbonici” e adesso erano “savoiardi”. Dai “gattopardi” agli “sciacalli”. L’inciucio tra i poteri del Nord e i baroni del Sud si rafforzò sempre di più. I governi si arricchirono di onorevoli meridionali a patto che questi garantissero per il Mezzogiorno l’immobilismo sociale, fondato sul clientelismo. Tutto questo, purtroppo, si rivelò terreno fertile perché attecchissero le mafie. A un secolo e mezzo dall’Unificazione è evidente che i problemi del Sud altro non sono che, in forma accentuata, i problemi dell’Italia tutta. Ed è solo prendendosi cura di tutte le sue parti, in una prospettiva “unitaria”, che un paese può costruire il suo sviluppo e credere nel suo futuro. Non comprendere questo significa non aver compreso la lezione della Storia”.

Durante il monologo l’attrice ricorda la famosa  frase pronunciata da D’Annunzio  ovvero “l’Italia è fatta; adesso bisogna fare gli Italiani!” e poi in dialetto,  conclude  con “ ma se il sud c’è, come ci deve essere …l’Italia….vola! ….ed io, e tanti altri come me…tutte queste cose, non le sapevamo… noi… non sapevamo….”

Carmen Minutoli –  recensione  cultura e spettacolo

Autore: Egidia Bruno e Marie Belotti- Cast:Egidia Bruno – Regia:Egidia Bruno

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