CARMEN MINUTOLI – Giornalista – Sito Ufficiale

giugno 29, 2017

ROMA, CAPITALE….anche della storica…INFIORATA

Infiorata: dove è nata?

INFIORATA STORICA ROMA

Molti borghi e città italiane e nel mondo organizzano la caratteristica “infiorata”. Ma dove è nata la prima Infiorata? Sembra che a dare i natali a questa bellissima manifestazione sia stata Roma che intorno alla metà del 1600 (dal 1625 o 1627 e fin quasi il finire di quel secolo) ha realizzato  i primi eventi (o meglio in Vaticano, zona S. Pietro); poi la tradizionale infiorata, estesa nel frattempo in tutto il mondo fu tralasciata dai romani; infatti erano ormai decenni che non si svolgeva più nella “Caput mundi” fino a quando la Proloco della Città Eterna non l’ha “resuscitata” e pian piano, in pochi anni riportata al suo antico splendore. L’antica celebrazione è caratterizzata dall’esposizione di quadri realizzati prevalentemente con petali di fiori freschi e fiori secchi ma anche truciolato e altri materiali naturali. In occasione dei SS. Pietro e Paolo gli artisti fiorai hanno composto le stupende immagini lungo la strada della Conciliazione proprio di fronte la basilica di S. Pietro; quasi tutte le composizioni  risaltano la meravigliosa  immagine della Madonna e Gesù: l’arte e la sacralità uniti per festeggiare le tradizioni popolari e ridare lustro alla storia di Roma.

©Carmen Minutoli

***Foto, video servizio, interviste: Carmen Minutoli ***

*Riutilizzo consentito citando autore e fonte*

Roma 29.6.2017

Consigliato: 

YOUREPORTER.IT_CORRIEREdellaSERA

http://www.youreporter.it/video_Roma_e_l_Infiorata_storica

http://www.youreporter.it/gallerie/INFIORATA_Dove_e_nata_la_prima_Infiorata/#1

http://www.youreporter.it/video_La_Girandola_illumina_e_allieta_Roma

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PER APPROFONDIMENTI:

http://www.infioritalia.com/articolo/le-origini-dell-infiorata/211-d

 

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febbraio 24, 2016

“UNA BUONA STAGIONE PER L’ITALIA. Idee e proposte per la ricostruzione del Paese e dell’Europa”

35 intellettuali preparano la ripartenza del cattolicesimo sociale

“Idee e proposte per la ricostruzione del Paese e dell’Europa” che si colloca nel solco dell’iniziativa del dopoguerra guardando al futuro.

Il volume è presentato il 24 febbraio 2016 presso la Camera dei Deputati a Roma. Presenti, oltre agli autori, parlamentari ed esponenti politici di area cattolica e laica, esponenti dell’associazionismo cattolico e del mondo imprenditoriale e sindacale, esponenti della società civile e del mondo accademico.

A coordinare i lavori il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio. Relatori per il dibattito Giuseppe Tognon (Università Lumsa, Presidente Fondazione trentina Alcide De Gasperi); Pierpaolo Baretta (Sottosegretario Economia e Finanze); Gianni Bottalico (Presidente Acli); Lorenzo Dellai (Capogruppo Democrazia solidale – Centro democratico); Maurizio Gardini(Presidente Confcooperativ); Andrea Olivero (Viceministro Politiche Agricole alimentari e forestali).

UNA BUONA STAGIONE PER L'ITALIA

UNA BUONA STAGIONE PER L’ITALIA

Una riflessione a 70 anni dal Codice di Camaldoli, una proposta fatta all’Italia di questo decennio per ridare basi solide all’agire politico: “Una buona stagione per l’Italia”, frutto della collaborazione di 35 intellettuali cattolici, dalla A di Astori alla Z di Zamagni, non denuncia il degrado, non punta l’indice contro i fallimenti altrui. Propone, analizza, spiega e indica un’articolazione di strade per rafforzare e, laddove necessario, ricostruire il tessuto sociale del Paese. Una riflessione che si dipana affrontando cinque grandi questioni: la questione morale, innanzitutto, la questione politica, la questione economica e sociale, quella ambientale e quella educativa.

Punto di partenza la scarsa capacità delle classi dirigenti  di ridare, a fronte di una crisi che è antropologica ancor prima che politica, speranza e progetto per fare dei momenti difficili la base per un rinnovamento morale, economico e sociale. Dare, insomma, linfa nuova ad un organismo, come quello del Paese, che sente come non mai la stanchezza degli anni. Nello spirito della strada indicata anche di recente da Papa Francesco: essere fino in fondo nel mondo senza farsene contagiare, essere cittadini della polis costituendone il lievito.

La persona umana calata nella collettività è il leit-motiv del volume, e questo spiega la straordinaria omogeneità dei singoli punti di vista. Senza soluzione di continuità la politica fiscale, la lotta per la legalità, persino la politica energetica e la questione della vera rappresentatività delle istituzioni da cercare attraverso un’adeguata legge elettorale sono affrontate con grande coerenza di pensiero. Caso raro, se si considera che al volume hanno collaborato studiosi e intellettuali appartenenti ad almeno tre diverse generazioni.

Il sottotitolo recita: “Proposte per la ricostruzione dell’Italia e dell’Europa”. Particolare, quest’ultimo, di assoluta centralità. Non si tratta solo di rilanciare un progetto europeo che in questi anni segna il passo a causa degli egoismi nazionali, ma di ridare al Continente un’anima, nel solco della grande tradizione cattolica che ne è stata il motore nel corso dei decenni più felici.

Ultima e necessaria precisazione: nessun frettoloso tentativo di ricostruire aggregazioni che sarebbero, in questo momento, superficiali iniziative con lo sguardo rivolto al passato. La buona politica la si costruisce sulla base delle idee forti e di una forte cultura. Il futuro è nelle mani della Provvidenza che, manzonianamente, provedde.

“Un lavoro comunitario necessario e propedeuito a qualunque altra iniziativa”, affermano i curatori del volume – Francesco Gagliardi e Nicola Graziani –  in libreria nei prossimi giorni per i tipi di Castelvecchi editore. “L’idea di raccogliere una serie di contributi per farne un documento per ulteriori riflessioni e approfondimenti – sottolineano Gagliardi e Graziani – indica il fatto che più che un punto di arrivo questo libro costituisce un punto di partenza. O meglio di ideale “ripartenza”, in continuità con il Codice di Camaldoli e le successive iniziative di Carta 93 e del Progetto Camaldoli che costituiscono le tappe di un itinerario di ricerca ed elaborazione comune che si snoda e si realizza nel corso del tempo”.

“I problemi del Paese – sottolinea Gagliardi – non si risolvono invocando la rottamazione del ceto politico, ma promuovendo un effettivo rinnovamento della classe politica a tutti i livelli in base a criteri di competenza, rettitudine e coerenza dei comportamenti. Tra tutti gli sperperi che indeboliscono il Paese – aggiunge – quello che ci deve preoccupare maggiormente, come ammoniva Federico Caffè, è  “lo sperpero dell’intelligenza” e dei talenti. Un lusso che l’Italia non può più permettersi. L’obiettivo di questo volume – conclude – non è solo quello di costruire una sintesi progettuale ispirata ai principi della Dottrina sociale della Chiesa, ma anche quello di promuovere un confronto ampio, non solo nell’area del cattolicesimo politico, sulla base di contenuti e proposte, capace di andare oltre le dinamiche conflittuali che hanno caratterizzato l’ultimo ventennio”.

Carmen Minutoli

 

CONSIGLIATO:

https://minutoli.wordpress.com/2015/10/21/come-cambia-leconomia-chi-influenza-gli-acquisti/

 

luglio 13, 2015

Alta Roma-Palazzo delle Esposizioni- sfilata autunno-inverno

Fra le interessanti proposte delle sfilate per l’autunno/inverno, innovativa e allo stesso tempo classica e multiculturale è apparsa la sfilata della stilista Persechino. Si nota un  forte  legame di Sabrina Persechino tra architettura e moda; propone, come leit motiv della collezione, insolite decorazioni arabegianti alla maniera del Muqarnas, attraverso intrecci di velluti in seta e fili di metallo, anima di tessuti da arredamento. Sulla passerella sfilano abiti realizzati con orditi di design di interni lavorati e realizzati ad hoc per dare vita ad outfit da giorno, cocktail e da grande soirée.
Prosegue anche il tema multiculturale,  in una collezione carismatica e portatrice di un forte messaggio di armonia ed equilibrio tra etnie diverse.
La scelta della stilista sulla Cappella Palatina di Palermo, è evidente; questo importante sito ci parla di Ruggiero II che  fece riversare le migliori espressioni culturali delle tre principali etnie allora prospicienti nei suoi domini siciliani: arte e architettura europea, siciliana e islamica.
1_Persechino_Talare_Muqarnas La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate nella parte superiore da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia. Il mosaico con superficie più o meno disomogenea e sfaccettata è pensato per essere osservato alla luce tremolante delle candele. Così, le magnificenti arcate ogivali suggeriscono le austere forme degli abiti e delle cappe-mantello nei colori zaffiro, mentre l’innesto in pianta della cupola, eretta sopra le tre absidi del santuario, suggerisce gli ampi abiti in rosso. E l’effetto disomogeneo e sfaccettato delle decorazioni viene ricreato nella nuove proposte colori  che spaziano dal bianco argento della madreperla, al blu zaffiro passando attraverso il rosso e l’immancabile oro bizantino. 2_S.Persechino_MAntella_zaffiro

COLORI

Bianco: simboleggia la divinità. E’ il colore delle vesti dei discepoli durante le cerimonie sacre. Per la sua assenza di colorazione, appare vicino alla luce stessa. Simboleggiare luce, gloria e potenza divina. E questa collezione  arricchisce di luce il bianco, diventa argenteo e lunare e ne carica il significato con le forme degli abiti che riprendono la casula che proprio nei secoli XIII e XIV assume una forma più ridotta che non copriva più alcuna parte delle braccia. Così gli abiti sono coperti di un paramento, quasi sacrale, lineare, luminoso, elegante.
Blu: simboleggia la trascendenza per tutto ciò che è terrestre e sensibile. E’ un colore molto incisivo, usato spesso per rivestire l’intradosso degli archi e per contornare figurazioni. E così le mantelle arcate e strutturate definiscono e inquadrano la figura umana di zaffiro e argento brunito, con decori arabegianti tessuti dai fili metallici.
Rosso: simboleggia le parole “incandescenza” e “attività”; il rosso è il colore in assoluto più attivo, il colore che si impone e che si manifesta in questa collezione con le ampie forme delle tre absidi che si intersecano.
Oro: Prestigio, illuminazione, saggezza.  Le forme pure e rigorose degli abiti in oro manifestano la solennità  ed eleganza estreme. Le baschine marcano la vita e avvolgono il collo riproponendo l’effetto delle corone regali. CaMi

per approfondimenti:
Il Muqarna_ è un espediente decorativo proprio dell’architettura orientale, originato dalla suddivisione della superficie delle nicchie angolari raccordanti il piano d’imposta circolare della cupola con il quadrato o il poligono di base, in numerose nicchie più piccole.
Si diffuse in tutto il mondo islamico a iniziare dal XII secolo e venne usato, oltre che nelle cupole, in volte di ogni tipo, in nicchie di portali, come elemento di raccordo tra parete e cornice, e fu realizzato in pietra, mattoni, stucco, legno o ceramica.
Maupassant definisce la Cappella Palatina di Palermo «il più bel gioiello religioso sognato dal pensiero umano»,  proprio perché in essa si attua, tradotto in termini visivi, la fusione dei molteplici caratteri diversi di cui la Sicilia era formata: l’europeo, il siciliano, il bizantino, l’arabo.
La scelta dei colori è stata compiuta proprio tramite lo studio delle Èikóna, forte elemento di immagine e apparenza, oltre che di rappresentazione sacra. L’icona infatti trasmette un particolare messaggio teologico per mezzo del linguaggio iconico che è espresso dai colori utilizzati.
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note da Uff. Stampa M.T. (MI)

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